Melamorfosi – Gorilla Sapiens Edizioni

(o di quando un progetto di scrittura collettiva si autopubblica in ebook e poi trova anche un editore che lo mette su carta e nelle librerie)

Da circa quattro anni mi vedo ogni mercoledì del mese con una manciata di persone, con le quali condivido la passione per la scrittura. Dopo il primo anno questa realtà, dal nome Cantiere di Letteratura Notturna, ha raccolto i racconti prodotti e li ha autopubblicati in un ebook.

Nulla di nuovo, niente di strano.
Se non che si è verificata una piccola magia,di quelle che fanno bene a chi scrive, a chi legge, a chi si occupa di editoria: un editore (Gorilla sapiens edizioni) giovane, coraggioso, affezionato ai racconti brevi, si è avvicinato alla realtà del cantiere di letteratura, ne ha seguiti i passi, e ha deciso di pubblicare il secondo libro del cantiere: Melamorfosi.

OItre al piacere di poter testimoniare questo salto dall’autopubblicazione alla pubblicazione cartacea con editore, posso gongolarmi per il fatto che l’antologia Melamorfosi contiene un mio racconto.

Infine, il fatto che il primo ebook sia stato creato dall’agenzia spaccatesti, nella quale lavoro, trasforma questo post quasi totalmente in una pubblicità ingannevole e spietata.

Ma chi siamo noi per giudicare?

Bene, ora vi invito a seguire tutti i link che ho inserito nell’articolo, e a leggere, se non le pagine sul web, almeno Melamorfosi.

Ciao

PREFAZIONE

Che succede quando un gruppo di autori incontra una casa editrice? In genere uno dei due cambia strada. Ma in alcuni casi del tutto eccezionali, dopo mesi di reciproco studio, si finisce per pubblicare un libro. E tra i casi eccezionali c’è questo. Gli autori sono i partecipanti al Cantiere di Letteratura Notturna, un gruppo di scrittura che si riunisce all’HulaHoop Club di Roma fin dal 2011. Il libro è Melamorfosi, una raccolta di racconti brevi che ruota intorno a un personaggio creato collettivamente: Arturo Mela, di professione doppiatore.

MANA – libro artistico

MANA è un’ installazione artistica site-specific di Francesca Mariani, realizzata in collaborazione con gli abitanti di Metropoliz_città meticcia per il MAAM_Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz città meticcia a Roma il 21 12 2013.
http://francescamariani.devartstudio.com/art-installations/mana/

mana

 

Alla sinistra della foto potete notare una piccola mensola. Su di essa, vi è poggiato MANAbook, una vera e propria costola dell’installazione, che ho realizzato a mano, in copia unica, con l’aiuto di Francesca Mariani e Diana Fiore.

mana-angolo-di-mondo1

In sintonia con il senso generale di profonda connessione tra il museo del MAAM e il Metropoliz, il libro riunisce titoli e frasi poetiche associate a frammenti di paesaggi. Scatti fotografici, interni a Metropoliz, da cui vengono isolati dei dettagli attraverso un intervento pittorico bianco di cancellazione che ri-vela nuove possibilità di concentrazione visiva.
Un’ invito a mobilitare lo sguardo verso nuove direzioni.

Il libro, oltre che visibile fisicamente presso il museo del MAAM – Metropoliz dove è esposto stabilmente, è visionabile, se ne avete voglia, tramite questo video.

Grazie per l’attenzione, e passate al MAAM, presso il Metropoliz a Roma, ne vale veramenteveramente la pena, per vedere l’installazione, il libro, ma anche le altre decine di opere site-spcific di diversi artisti sparse per il museo.

Parole cancellate

Parole è un progetto che si è generato così, da solo. Più in la magari ragionerò sul come è nato, riuscirò a spiegare che significa, che relazioni ha con la scrittura ma sopratutto con la lettura, inteso come processo fisico e mentale. Per ora mi limito a metterlo qui, dopo averlo presentato al “Magazzino delle idee” di Orvieto nel febbraio del 2014.

Chiara Luzi, curatrice della mostra, scrive:
Alla base del lavoro di Patrizio c’è la volontà di porre l’attenzione sul linguaggio e la sua evoluzione, su come ormai si sia drasticamente ridotto il tempo che dedichiamo alla lettura e di conseguenza come questo influisca sulla scrittura che diventa essenziale e breve.

Le parole interrompono il percorso di una linea nera che corre lungo tutto il testo; improvvisamente si liberano per dar vita a una nuova frase, corta e immediata. Cambiano la loro funzione e il significato, dato anche dall’interpretazione di chi legge, dando vita a nuove possibilità linguistiche e concettuali.

Parlando di questo lavoro non può non essere citata l’opera di Emilio Isgrò, teorico della “cancellatura”. Mentre quest’ultimo imposta il lavoro cancellando singole parole da testi storici, documenti e cartine, Patrizio elimina intere frasi di romanzi focalizzando l’attenzione su poche parole cariche di emotività.

Festivaletteratura di Mantova 2013 raccontato tra un intercity e una birretta

Il 6 Settembre ho preso un intercity scassatissimo da Termini per arrivare a Mantova nel pomeriggio, dopo esser passato anche per un regionale. Sono rimasto fino a domenica e tutto quello che mi è capitato o che ho visto e m’è piaciuto l’ho scritto per i tipi di Ziguline e sul mio account twitter

L’ anticipazione, qui:
Una spia al Festivaletteratura 2013

 

Il primo report, qui:
Festivaletteratura 2013 | La sfida dei blogger

 

Il secondo report… qui:
Festivaletteratura 2013 | Zerocalcare, Google World Brain e design…

Luoghinteriori

Una mappa emotiva, artistica, concettuale, per orde di viaggiatori persi nel loro labirinto.

Progetto presentato al festival del fumetto indipendente CRACK! edizione 2013.
Tiratura 100 copie, formato A3, stampa qualità tipografica, packaging personalizzato.
Tre miei testi accompagnati dalle illustrazioni di Francesca Mariani e Chiara Luzi.

Un lago nero:

Un lago nero, salato, dal sapore dolciastro, specchio di reflussi gastrici, risultato delle nostre tante cene a lume di candela. Tolte le scarpe, v’immergo i piedi, cercando un poco di quella pace nel nero di pece. Potrei continuare, facendo salire l’acqua oltre le caviglie, fin sopra le gambe, bagnarmi le spalle, arrivare alle orecchie. Ma ho paura che questo nero non vada più via. Lascio quindi che solo i piedi si bagnino, trasformandosi in calzature dipinte, pronte a proteggermi nel viaggio che sto per cominciare. E sarà così facile ritornare sui miei passi, impressi dietro di me come timbri su fogli. Ma ho promesso di non guardare più indietro, ho promesso di dimenticare il lago nero, e le nostre cene a lume di candela, e continuare a camminare. Eppure so, con certezza, di aver lasciato impronte, dietro di me, indelebili, che mi si parano di nuovo, davanti, perché cammino in cerchio generando uno zero di passi.

Labirinto interiore:

Una farfalla si è persa
nel mio labirinto interiore
muove le ali e non sa dove andare,
lo stomaco la inghiotte, si stringe, la perde.
Ho contato i lampioni, mi avevano detto: al terzo, spento, gira a destra,
così uno, due, tre, spento. Ma ho proseguito dritto: a cosa serve un labirinto se mi dai la soluzione?
Voglio un labirinto vero, dove perdermi, da cui non uscire più, se è il caso.
Una città zero da esplorare per dimenticare abitudini e noia;
per ricominciare, ripartire, o solamente dormire.

Un fumatore:

Ho incontrato un fumatore: il rivolo della combustione si alzava dalla sigaretta creando infiniti cerchi nell’aria. Mi ha salutato con un gesto del capo. “E’ tanto tempo che non si vede un turista, da queste parti” mi ha detto. “Qui non è facile arrivare, e ancora più difficile è uscire” ha continuato. “Di solito chi approda qui si è perso: stufo della modernità, della frenesia, del cemento, e incapace di trovare altro” ha concluso. Finita la sigaretta, l’ha schiacciata con il piede e si è incamminato sparendo dietro un palazzo. Sono rimasto a osservare il mozzicone, ancora fumante, a terra, che ha cominciato a vibrare: in meno di un secondo ha cacciato fuori due ali, una coda, un becco, e ha preso a volare.