Melamorfosi – Gorilla Sapiens Edizioni

(o di quando un progetto di scrittura collettiva si autopubblica in ebook e poi trova anche un editore che lo mette su carta e nelle librerie)

Da circa quattro anni mi vedo ogni mercoledì del mese con una manciata di persone, con le quali condivido la passione per la scrittura. Dopo il primo anno questa realtà, dal nome Cantiere di Letteratura Notturna, ha raccolto i racconti prodotti e li ha autopubblicati in un ebook.

Nulla di nuovo, niente di strano.
Se non che si è verificata una piccola magia,di quelle che fanno bene a chi scrive, a chi legge, a chi si occupa di editoria: un editore (Gorilla sapiens edizioni) giovane, coraggioso, affezionato ai racconti brevi, si è avvicinato alla realtà del cantiere di letteratura, ne ha seguiti i passi, e ha deciso di pubblicare il secondo libro del cantiere: Melamorfosi.

OItre al piacere di poter testimoniare questo salto dall’autopubblicazione alla pubblicazione cartacea con editore, posso gongolarmi per il fatto che l’antologia Melamorfosi contiene un mio racconto.

Infine, il fatto che il primo ebook sia stato creato dall’agenzia spaccatesti, nella quale lavoro, trasforma questo post quasi totalmente in una pubblicità ingannevole e spietata.

Ma chi siamo noi per giudicare?

Bene, ora vi invito a seguire tutti i link che ho inserito nell’articolo, e a leggere, se non le pagine sul web, almeno Melamorfosi.

Ciao

PREFAZIONE

Che succede quando un gruppo di autori incontra una casa editrice? In genere uno dei due cambia strada. Ma in alcuni casi del tutto eccezionali, dopo mesi di reciproco studio, si finisce per pubblicare un libro. E tra i casi eccezionali c’è questo. Gli autori sono i partecipanti al Cantiere di Letteratura Notturna, un gruppo di scrittura che si riunisce all’HulaHoop Club di Roma fin dal 2011. Il libro è Melamorfosi, una raccolta di racconti brevi che ruota intorno a un personaggio creato collettivamente: Arturo Mela, di professione doppiatore.

Festivaletteratura di Mantova 2013 raccontato tra un intercity e una birretta

Il 6 Settembre ho preso un intercity scassatissimo da Termini per arrivare a Mantova nel pomeriggio, dopo esser passato anche per un regionale. Sono rimasto fino a domenica e tutto quello che mi è capitato o che ho visto e m’è piaciuto l’ho scritto per i tipi di Ziguline e sul mio account twitter

L’ anticipazione, qui:
Una spia al Festivaletteratura 2013

 

Il primo report, qui:
Festivaletteratura 2013 | La sfida dei blogger

 

Il secondo report… qui:
Festivaletteratura 2013 | Zerocalcare, Google World Brain e design…

di Amazon e ebook, e prezzi scontati, e formati proprietari, e forse non è sempre meglio Amazon.

Stamattina mi arriva la solita newsletter di Bookrepublic. E’ da poco uscito il nuovo libro di Viola di Gado (è già la seconda volta che parlo di un ebook questa autrice nel mio blog, avrò preso un qualche virus?) e il portale di vendita di ebook italiano, Bookrepublic appunto, mi invia un’email dove mi propone l’acquisto di “Cuore cavo”, come novità assoluta, in ebook, e vi affianca il famoso e pluritradotto “70 acrilico 30 lana” in offerta a 2 euro e 99 solo per oggi.

Schermata 2013-02-13 a 10.49.41

Nulla di strano: Bookrepublic fa spesso sconti giornalieri, e molte volte tra i libri scontati vi ho trovato testi che volevo acquistare, e che ho comprato con pochi euro rispetto al prezzo pieno. In questo caso il primo libro di Viola di Grado l’ho già letto, in cartaceo oltretutto, quindi l’ebook scontato non lo compro, ma mi viene subito un dubbio: questi ebook, in formato epub e pdf, scontati su Bookrepublic, li trovo anche su Amazon, in sconto? Andiamo a vedere:

Schermata 2013-02-13 a 10.44.09No. Su amazon, in formato Kindle, l’ebook è a prezzo normale. Aspetta, ma non era Amazon che sosteneva di avere sempre il prezzo più basso su ogni cosa venduta, libri ed ebook compresi?

Sì, e infatti c’è il trucco, che li giustifica, ma non gli rende comunque onore. Su Bookrepublic, se si vuole acquistare l’ebook della Viola Di Grado a 2,99€, scopriamo che è disponibile in tutti i formati digitali possibili, tranne quello mobi, per kindle, come si evince in basso, in questa immagine che segue, dal pallino rosso:

Schermata 2013-02-13 a 10.45.20

 

 

Su Amazon, invece, voi potete acquistare l’ebook nel solo formato mobi. E quindi ecco che Amazon, sul suo formato, mette il prezzo che vuole, in barba agli sconti giornalieri presenti su altri store.

Allora, qui ritorniamo al problema dei device con file proprietari, ovvero al problema che un consumatore deve porsi nel momento dell’acquisto di un lettore: conviene veramente un kindle, che ha un costo al pubblico quasi inferiore al suo valore di mercato, e quindi molto competitivo rispetto ad altri ereader, se poi non posso caricarci il libro in sconto offerto da Bookrepublic o altri store?

Non saprei.

Ho fatto un calcolo, andando a vedere lo storico acquisti del mio account di Bookrepublic: nel 2012 ho acquistato 46 ebook, dei quali il 90% in sconto o gratuiti (il mio cervello di consumatore/lettore risponde molto bene a queste offerte giornaliere dello store, proprio come i criceti da laboratorio), e ho speso un totale di 76 euro. Calcolatrice alla mano, ogni ebook l’ho pagato, in media, 1,65 euro. Ne ho letti quasi la metà, per carità, è vero che con questi sconti si tende ad accumulare, ma la questione è un’altra: quanto avrei speso se, invece di un ereader samsung (che come altre marche legge tutti i formati tranne il mobi), avessi avuto un Kindle? Avrei speso molto di più, o forse avrei comprato molti meno ebook.

Ecco, Amazon forse non è il paradiso dei lettori, come molti credono. Ecco.

Riflettete gente, riflettete. Tutto qua.

Comprare o scaricare ebook? Quando quello acquistato “deve” essere hackerato per poter essere letto.

Ebook pubblicati dagli editori (e acquistati) VS ebook pirata

Il superuovo – Viola di Grado

Secondo post sul tema, con un piccolo cambiamento alle regole decise nel precedente: il file pirata non l’ho trovato su internet ma l’ho creato io stesso, e vi spiego il perché.

È un ebook della Feltrinelli, collana Zoom: piccoli ebook, di poche pagine, scritti da “grandi autori”. Hanno inaugurato la collana con Supersantos di Roberto Saviano a 0,99 centesimi, e l’editore continua con stessa tipologia di ebook e stesso prezzo.

Ho acquistato Viola di Grado (il suo 70 acrilico 30 lana pubblicato con edizioni e/o mi era piaciuto), che ha scritto per Feltrinelli un raccontino dal titolo Il superuovo. Sorvolo sul contenuto, scritto con uno stile molto meno incisivo rispetto all’esordio della scrittrice e condito di visioni paradossali sul futuro sociale dell’Italia che vorrebbero far ridere ma strappano giusto un sorriso. Rimane comunque una lettura squisita se proviamo a farci una frittata. E proprio di frittata si tratta la qualità dell’ebook.

Il superuovo della Feltrinelli aperto con Adobe Digital Edition

Scritto in corpo 14 (forse per non far sembrare il libricino un libricino-ino-ino?), peso del file di 2,2 megabyte (per 18 pagine?) e impaginazione a bandiera! Tutto questo (non credo di star esagerando) è inammissibile…

Il superuovo della Feltrinelli aperto sull’ereader

Quindi, colto da un raptus, ho aperto il file epub con calibre, ho esportato il testo, ho impostato la dimensione font su 12 e l’ho rimpaginato con giustificazione, ho migliorato la resa della copertina (che ora si apre a tutto schermo sull’ereader) e risalvato il file che adesso pesa come dovrebbe (non più 2,2 megabyte ma 152 Kbyte): prima era come se avessi comprato un libro di 18 pagine scritto sul marmo e con l’impaginazione dell’Iliade, ora invece ho come un libro di 18 pagine stampate su carta impaginato da un editore, ma l’ho dovuto fare da me. Ecco il risultato.

Il superuovo impaginato da me aperto con Adobe Digital Edition

Il superuovo impaginato da me aperto sull’ereader

L’unica pecca è che ho esportato l’ebook con il font Times New Roman e non con il DejaVu serif che aveva usato Feltrinelli. Ma non mi va di riaprire il file e risalvarlo e ricaricarlo sull’ereader, in fin dei conti questa operazione serviva solo a farmi leggere l’ebook senza innervosirmi per via dell’impaginazione a bandiera e del corpo 14 del testo.
Comunque, mi son divertito a cambiare anche il colophon, inserendo la mia “firma”.


Non credo metterò mai il file scaricabile su internet, alla fine il libro costa solo 0,99 centesimi quindi se volete leggerlo ve lo comprate (e poi non voglio macchiarmi di hackeraggio letterario). Ho giusto modificato il file che ho acquistato io stesso per far capire a chi fa questo mestiere che si può fare di meglio, bastano 20 minuti di lavoro in più. Sbaglio?

Che poi, Feltrinelli è un editore che amo, non voglio scagliarmi contro di lui; solo, certe cose mi fanno cadere le braccia, quindi questo pomeriggio di venerdì 17 agosto l’ho dedicato alla Feltrinelli sperando di contribuire al miglioramento dei suoi futuri ebook per la collana Zoom.

Se avete commenti, insulti, critiche, scrivete pure qui sotto, c’è la sezione commenti che è fatta apposta.
Ciao!

Lavoro culturale a risposta multipla

Lontano 2009: il comune di Roma bandisce 22 concorsi per 1995 posti di lavoro. Tra questi, 43 posizioni per funzionari biblioteche.
Odierno 2012: partono le preselezioni: siamo 3600 candidati, persona più persona meno, per 43 posti.
Mi ritrovo sotto il sole che squaglia l’asfalto del parcheggio davanti al Palalottomatica. Come me, altri aspiranti bibliotecari affollano l’ingresso. Quando passiamo i cancelli del palazzetto mi scappa un: “E’ più bello quando entro qui per i concerti” e una tipa accanto a me se la ride nervosa. Stemperiamo.

Entrati, dopo qualche minuto d’attesa, la sensazione è quella di trovarsi in un’arena, pronti per la lotta contro i leoni. Ci mandano di qua, poi di là, faccio vedere i documenti a un ragazzo gentile dietro un banchetto e mi danno fogliettini vari e codici a barre adesivi. Alla fine conquisto un posto a sedere.

C’è un signore vestito elegante che, con una voce da speaker, spiega tutte le manovre da compiere per effettuare il test, cosa fare e cosa non fare, compresi i vari ‘perché’ potrebbero invalidare la prova. Poi entrano le scatole con i quiz. Mi viene in mente il gioco dei pacchi, quello che faceva Bonolis sulla rai e che ora fa non so chi, perché la tivù non la vedo più. Una veloce chiacchiera con chi mi circonda mi fa capire come più della metà di noi non ha studiato un cazzo (è bastato chiedere alla mia destra – un’adorabile ragazza con un vestito motivi floreali – alla mia sinistra – un uomo con le toppe sui gomiti della giacca che solo a vederlo sembrava già un bibliotecario doc – sopra e sotto – individui di cui ho facilmente cancellato facce e vestiti) e tutti mi han risposto che le domande di prova erano troppe, tutte difficili, che, insomma, un po’ come me, stavano li per provarci, affidarsi alla fortuna, assistere a quel teatrino: l’attesa fuori, lo speaker, l’entrata dei pacchi.

Quando inizia il test, visualizzo in sovraimpressione (grafica simile al gioco dei pacchi) il montepremi: Contratto a tempo indeterminato categoria D1.
40 minuti per 60 domande, ovvero: la metà leggile con cura e rispondi con calma, l’altra metà metti crocette a caso. Sto piegato sul foglio per tutti i 40 minuti, cercando di trovare un senso a tutto questo:

La pubblica amministrazione deve motivare gli atti amministrativi a contenuto generale?
A) No, la motivazione per tali atti è espressamente esclusa all’art. 3 della l. n. 241/1990.
B) Si, perché producono effetti nei confronti di terzi.
C) No, la motivazione è richiesta nei soli casi espressamente previsti dalla legge.
D) No, la motivazione è richiesta solo per i provvedimenti giurisdizionali.

O, ancora:

Dispone il Tuel che gli accertamenti finanziari di competenza sono rettificati, al fine di costituire la dimensione finanziaria di componenti economici positivi, rilevando ai sensi dell’art. 229, anche:
A) Le quote di ricavi pluriennali.
B) Le quote di ammortamento di beni a valenza pluriennale.
C) Le quote di ammortamento di costi capitalizzati.
D) I costi di esercizi futuri.

Insomma, qualche domanda relativa alla classificazione dei volumi nelle biblioteche, o domande generali sull’editoria, c’erano, ma la maggior parte dei quesiti (e per maggior parte intendo 36 su 40) erano come questi sopra, cose di amministrazione degli enti, dei comuni, bilanci, pubblica amministrazione…

Lo sapevo, sia chiaro: le 1784 domande tra le quali avrebbero selezionato le 60 che compongono il quiz erano liberamente scaricabili da qui un mese prima del test, per questo lo studio mi è sembrato inutile, per questo ero li insieme ad altre centinaia di persone solo per provarci, in cerca di una botta di culo, proprio come ai pacchi di Bonolis (o chi per lui). Però, nel profondo, spero che, chi ha totalizzato un punteggio pari a 60 e passerà alle prove scritte e poi agli orali che daranno vita ai definitivi ultimi 43 cervelloni che andaranno a rinforzare il team delle biblioteche di Roma, sappiano indicarmi lo scaffale giusto il giorno che avrò bisogno del prestito del volume “Bartleby lo scrivano” di Melville, e non cerchino invece di spiegarmi come, a norma di quanto dispone il Regolamento sull’ordinamento degli Uffici e dei Servizi di Roma Capitale, il Capo di Gabinetto del Sindaco assiste alle riunioni della Giunta Capitolina con funzioni consultive e referenti.