Un eReader non si legge: si usa!

Ecco a voi la mia esperienza come utilizzatore di un eReader.
Sì, esatto, ho scritto utilizzatore e non semplicemente lettore. La mia esperienza con un eReader non si ferma a quella del semplice lettore (NB: nessun eReader ha la funzione ‘vibrazione’ quindi non pensate male). Ho un modello già tecnologicamente superato nonostante lo abbia acquistato nel 2011: Samsung e60, dispositivo con schermo eInk, quindi non è un iPad, non è un tablet: non è retroilluminato e non mi lacrimano gli occhi leggendo. Questo è il primo, ovvio motivo, per cui un eReader vince sugli altri aggeggi tecnologici: sembra carta. Punto.

 iPad, eReader e Libro a confronto; foto con flash.

Utilizzare un eReader, quindi, vuol dire leggere, ma non si limita a questo: con il mio eReader non leggo solo libri in ePub o pdf, ovvero gli ebook che acquisto su amazon, ibs o bookrepublic. Con il mio eReader leggo anche articoli di blog (minima et moralia, nazione indiana, scrittori precari, sul romanzo, ecc ecc), articoli di giornali on-line (articoli di repubblica.it, il fatto quotidiano, la stampa, corriere, ecc ecc), ed estratti di wikipedia. Come? Molto facile. Utilizzo questo servizio gratuito, dotEPUB.com: andate sul sito, vi installate il pulsantino nella barra degli strumenti del browser e, quando siete su una pagina che vorreste trasformare in ebook e leggere con più calma sullo schermo eInk dell’eReader, spingete il tastino Pub-it. Il programma, in maniera intelligente (quindi eliminando le parti testuali relative ai menù del sito, alle info a piè di pagina e ai commenti degli altri utenti) vi crea un ePub (NB: non pdf, ma ePub) salvandolo nella cartella download con riferimento al sito e alla data di consultazione. Quindi mi faccio la mia rassegna stampa, aprendo vari link di articoli interessanti, me li salvo al volo con dotEPUB (senza fare fastidiosi copia/incolla dalle pagine web a word) e poi spengo il maledetto schermo led del PC. Mi leggo il tutto magari accompagnato da caffè e sigaretta, in balcone, col sole che mi bacia la fronte.

Un altro utile strumento, grazie al mio eReader che supporta la scrittura (con pennino) ma che ormai è una funzione che molte marche e modelli recenti (Kindle, Sony, Asus, ecc.) hanno, è che posso scarabocchiare sul mio schermo eInk. Non ci prendo appunti, preferisco ancora il moleskine nella tasca interna del giubbotto, però se sto su un articolo e voglio sottolineare un concetto, oppure se sono su un libro e voglio ricordarmi un passaggio o tornarci dopo, lo sottolineo, scarabocchio. Questa funzione è stata particolarmente utile per il mio lavoro: eseguo schede di valutazione di testi inediti per agenzie letterarie. Immaginate di dover leggere un romanzo scritto da un esordiente, magari 200 cartelle su file word o in pdf. Immaginate, ecco, di leggerlo a schermo: il lavoro che per molti può sembrare il più bello del mondo diventerebbe uno strazio: occhi arrossati, mal di testa, perdita della vista dopo qualche anno. Invece, il pdf lo carico sull’eReader, oppure trasformo il file word in ePub (con un altro servizio gratuito chiamato Writer2ePub che si può installare sulla suite gratuita Open Office), e ci prendo appunti, a mano libera, facilitando poi l’operazione di compilazione della scheda di valutazione per l’autore: l’eReader mi crea una lista di appunti in base a dove ho scarabocchiato sul file e, appunto dopo appunto, mi porta automaticamente alle pagine su cui ho annotato le mie impressioni; scrivo la scheda sul PC, senza avere bisogno di due schermi o di abbassare a icona il manoscritto e andare sulla scheda, perché uno schermo è del PC, l’altro dell’eReader.

Questo esempio vale per me che, ok, faccio questo lavoro, ma vale anche per uno scrittore che voglia farsi una correzione bozze autonoma o una revisione/editing del proprio testo: invece di andare in copisteria o sfiancare la stampante di casa nel vomitare fogli che poi svolazzano ovunque, può caricare il testo sull’eReader e avere un’anteprima decente, come fosse su carta, su cui fare le correzioni. È migliore di una correzione diretta su word, perché quello che annotate non lo cambiate subito ma ci tornate poi e gli errori, ve lo assicuro, nascono a volte anche dalle correzioni fatte direttamente su word. Inoltre, gli errori si notano poco con una lettura a schermo, e invece molto, molto di più, con una letta su carta (o su carta elettronica, appunto). Uso questo metodo sui miei racconti che credo contengano, grazie alla revisione su eReader, pochi errori di battitura…

Fin ora ho evitato di rovinarmi gli occhi, di avere la scrivania piena di bozze su carta, leggo moltissimi articoli dal web senza stancare gli occhi e, ulteriore fattore secondo me molto apprezzabile, senza distrazioni. Sì, perché leggere su un PC o su un tablet o iPad ha un ‘contro’: la possibilità di collegarsi su internet, vedere la posta, bruciare tempo su facebook, twittare e rimanere impallato nello scorrere dei tweet altrui, vedersi un video su youtube e perdersi nelle playlist… insomma, io preparo i miei file sul PC, poi lo spengo, e leggo sul mio eReader, off-line. Magnifico.

Infine, il vantaggio dell’eReader come semplice lettore, perché ora leggo 3 libri diversi “in contemporanea”: uno per la mattina, uno per il pomeriggio, uno dopo cena prima di addormentarmi. E se il libro della mattina lo voglio leggere al mare o in metro, posso farlo, senza poi dover rinunciare al libro del pomeriggio al bar o al parco, perché non mi pesa nella borsa, sta nell’eReader, e senza infine maledirmi di non essere tornato a casa a dormire e non aver preso quindi il libro della sera, perché sta sempre nell’eReader. E il giorno dopo continuo da dove ero rimasto per quello della mattina, del pomeriggio ecc. Prima, tre libri diversi in un giorno non li leggevo, e non perché il mio cervello non potesse reggerli (e neanche il vostro, ve l’assicuro, si può fare e nobilita il testo: un horror alla mattina ve lo sconsiglio, così come un saggio la sera), solo, non volevo portarmi tre libri nella borsa, anzi a volte non voglio neanche una borsa. L’eReader risolve i problemi spazio-peso.

All’inizio, leggendo in metro o sul treno, la gente mi guardava come un alieno. Poi, passato qualche mese dove si sentiva parlare di ebook anche dal meccanico, alcuni si davano gomitate impercettibili e mi indicavano, sussurrandosi: vedi, è un eReader. Ieri, sulla metro B, una signora intenta a destreggiarsi sulla repubblica aperta in maniera ingombrante, ha poi chiuso il giornale e mi ha ticchettato sulla spalla (perché avevo le cuffiette, collegate all’eReader, che legge anche gli mp3), e mi ha chiesto: “È un eReader questo?”, “Sì”, le ho detto. “Bello, farò questo passo prima o poi” m’ha risposto dopo averlo preso in mano, aver notato la qualità dello schermo, la sua discrezione senza retroilluminazione, la sua somiglianza a un libro. Mi ha dovuto chiedere, però, un’informazione: “Che libro stai leggendo?” Eh sì, perché, a mio avviso, l’unico problema fin ora irrisolto è che non c’è la copertina a vista del volume che si legge: non si tratta di esibizionismo, anche se a volte leggendo un libro cartaceo può far piacere che gli altri intorno si avvitino sui sedili del treno/autobus/metro per vederne il titolo. Si tratta invece di quello scambio magico che a volte avviene tra lettori: vedere la copertina del libro che una persona affianco a noi sta leggendo e permettersi una frase, del tipo: “Bello, l’ho letto questa estate”, oppure: “Dai, l’ho comprato ieri, com’è?”. Questi contatti rientrano, a mio avviso, in quelle abitudini dell’universo letterario che accomunano i lettori, fanno nascere nuove amicizie o conoscenze, danno sapore al viaggio in metro, strappano un sorriso. Cari produttori di eReader, inventatevi qualcosa per far comparire la copertina sul dorso del device: uno schermo led a colori? O, un più economico foglietto, che invierete in omaggio a chi compra il libro digitale, da inserire in una fessura apposita? Se risolvete questo, a mio avviso, avete fatto centro. 100 punti.

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  3. Cavoli, fai il lettore di inediti? Ma riesci a mantenerti con quello? Le letture dalle lingue straniere a me le pagavano una miseria!
    Sul tema del post, invece, aricavoli! Stavo parlando proprio ieri con il marito e gli dicevo che quando un paio di anni fa avevo fatto dei lavori sugli e-book il marchingegno non mi aveva attirato per niente… questo post, però, sta ridando alla cosa una nuova prospettiva. Editing sull’e-book, dici? Ma io ho le gabbie di word della CE, riesco a leggerle sull’e-book?

    • Ciao Denise. Un onore vederti scrivere sul mio bloggaccio, visto che ti seguo da tanto e sei per me uno di quei fari che vanno tenuti d’occhio per non affondare nel mare editoriale (ok, la sviolinata è finita).
      No, non mi mantengo con quello, anzi, sto aspettando dei pagamenti relativi a metà 2011… t’ho detto tutto. Quello è uno dei tanti(troppi) lavori paralleli nel campo editoriale che porto avanti più per passione, che per i pochi spicci che ci ricavo (sempre se hanno voglia di mandarmeli).
      E poi, sì, editing, ma logicamente se hai le gabbie della casa editrice difficilmente puoi usarlo, a meno che non fai un lavoro “di brutta”, senza stampare su carta ma usando il reader, prima di riportare tutto su word.
      Comunque, se decidi di acquistarne uno, orientati su un reader che abbia la funzione di scrittura (con pennino o dito, come quelli della Sony), altrimenti puoi solo leggere, e addio editing o appunti e note a margine!

      • Uh mamma mia! Addirittura onore? Ma hai capito bene con chi stai parlando? 😉
        Ah, mi sembrava strano che ti bastavano! I lavori son sempre urgenti, i pagamenti mai! Figurarsi!
        In realtà io, prima ancora di cominciare a correggere, applico gli stili alla gabbia, magari potrei farlo dopo… boh, ci penso. Per ora grazie!

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  5. anche se l’articolo èormai datato è uno dei più convincenti che ho letto sul tema! sto pensando di acquistare un ereader e la mia scelta, per ora, ricade sul sony prs t3 che, a quanto pare, è l’unica in commercio che supporta ancora la scrittura manuale…tu ne sai qualcosa?
    grazie mille!

    • Ciao Indecisa.
      Io, oltre ad avere ancora il samsung, perfettamente funzionante dopo 5 anni, ho provato per un po’ di tempo un kindle paperwhite e un kobo ultima generazione. Entrambi, per una questione di esperienza di lettura, sono migliori del samsung in quanto touch, più veloci e con display illuminato, ma non consentono note a mano, bensì solo inserite tramite tastiera a margine. Il sony invece può farti “scarabbocchiare” direttamente la pagina. Il prezzo è simile, solo che il sony, se non sbaglio, non è illuminato. Comunque, il fatto di poter evidenziare le righe o scrivere note a margine con tastiera integrata, è molto simile alla possibilità di scrittura a mano, in quanto ti viene cmq generato un “segnalibro” in corrispondenza di dove hai evidenziato o inserito nota a margine, così come se devi sottolineare o cerchiare a mano libera. In cambio dell’illuminazione, io ti consiglierei il kobo… 🙂
      CIao!

      • grazie, in realtà cercavp un dispositivo che avesse questa funzione (scrittura a mano), il tasierino virtuale non mi convince…sono una compulsiva della penna sui libri!
        Da quanto ho potuto leggere i vecchi modelli sia kobo che kindle avevano questa funzione, non capisco perrchè abbiano deciso di eliminarla!

  6. Ciao, condivido appieno i tuoi punti di vista. Ti scrivo per suggerirti, a meno che tu non lo sappia già, che l’editor Calibre ha un servizio simile e, penso, migliore di dotepub.com per la creazione di un eBook di articoli. Con Calibre infatti è possibile creare un eBook ogni volta che apri il programma con le ultime notizie dei giornali. Basta inserire il link RSS del giornale – è possibile anche generare un link RSS per argomento – e calibre fa tutto il resto.
    Ne parlo anche qui: https://espedientieditoriali.wordpress.com/2016/12/26/calibre/

    Spero di esserti stato utile,
    A presto

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