Paolino il nostalgico

Racconto scritto per il cantiere letterario di letteratura notturna: http://letteraturanotturna.wordpress.com/

di Patrizio D’Amico

Nel 1975, in quattro grossi volumi, per iniziativa dell’Istituto Gramsci, Valentino Gerratana ha pubblicato una rigorosa edizione critica di tutti i Quaderni corredandola degli strumenti necessari per una nuova “lettura” (soprattutto i riferimenti precisi e completi alla “biblioteca” di Gramsci). Paolino smise di leggere, chiuse il libro e lo gettò nel fuoco. Ne prese un altro, forse il decimo, o l’undicesimo, da quando aveva cominciato il suo lavoro, meticoloso lavoro di purificazione. Stavolta però decise di non aprire nessuna pagina a caso, di non leggerne nessuna di riga, come aveva invece fatto coi precedenti: lo gettò nel fuoco così, da chiuso, insulso ennesimo libro. Cominciò poi a osservare la catasta di libri ancora da bruciare e la carriola ricolma di fiamme e pagine abbrustolite e che si annerivano attorcigliandosi e che generavano altro fuoco. Osservava la catasta e cercava di ricordare in quanto tempo aveva accumulato una quantità simile di libri. Dieci, forse venti anni, passati a catalogare, ricercare, acquistare sottocosto, scambiare.

Poi pian piano l’organizzazione save-the-book era diventata sempre più ristretta, un piccolo manipolo di uomini che si riunivano segretamente in notturna, in posti bui e tristi, bevendo birra sgasata e sentendosi ancora ridicolmente attaccati alla carta: neanche quella igienica era più carta; c’era un tasto da premere vicino al cesso e ti veniva spruzzata una miscela igienizzante precisamente sull’ano, una miscela autoasciugante e profumata. Figuriamoci i libri cosa potevano valere ormai: Google-books, ibook-store, yahoo-libri, e centinaia di altre realtà web che avevano intrapreso un enorme campagna di sensibilizzazione verso la salvaguardia degli alberi e del pianeta, praticando una massiccia ed ecologica scannerizzazione e digitalizzazione dei libri del passato. E Paolino, insieme al piccolo manipolo di save-the-book, resisteva.

A complicare il loro lavoro intervenne però la legge del ’35, che aveva obbligato tutti coloro che intendevano creare contenuti letterari composti da caratteri alfanumerici a usare tastiere invece di penne e schermi al posto della carta. E Paolino in quegli anni continuava a salvare i libri, quelli che erano già stati stampati, merce rara, preziosa, si diceva. Ora, aveva invece capito che erano carta e basta, carta del peccato, carta antiecologica, carta che aveva significato la quasi scomparsa degli alberi, la fine dell’ossigeno, dell’uomo sulla terra; carta oramai buona solo per scaldarsi clandestinamente durante la notte, buona solo per generare quel fuoco e quella luce che in quel momento gli tenevano compagnia. E continuò così, libro dopo libro, notte dopo notte, nascosto nella valle, illuminato dalla pallida luna proiettata artificialmente dalla Nasa, bruciando la sua personale e illegale biblioteca.

E si ripeteva: “Evviva gli LCD touch, gli schermi LED e il formato 16:9”.

Paolino gettò l’ultimo libro nella carriola che oramai conteneva un cumulo di leggerissima cenere alta qualche metro. Si era purificato, finalmente. E nella sua testa aveva totalmente eliminato quella stupida e ormai fuori moda smania di salvare il libro. Una missione più importante, infatti, si faceva strada nella sua mente: da quel giorno avrebbe aderito al club per la salvaguardia dei display. Era infatti ormai partita una campagna sponsorizzata dal governo in maniera massiccia: si diceva che gli schermi LCD inquinavano l’aria una volta che venivano smantellati nelle discariche, e che serviva inoltre una grande quantità di circuiti elettrici costruiti tramite minerali preziosi, difficili da reperire eccetera eccetera. Tutti gli schermi dovevano essere, piano piano, sostituiti con i nuovi meccanismi ologrammatici 3d, che avevano bisogno solo di una lente con un microchip e una superficie piana su cui proiettare le immagini. Eppure Paolino non la mandava giù quella cosa: era troppa la gioia di sentirsi gli occhi solleticati da quella biancastra luce degli LCD, poi la loro luminescenza era così rilassante, e non erano fatti di carta, quindi non danneggiavano gli alberi! Insomma, Paolino da quel giorno avrebbe raccolto e archiviato tutti gli LCD esistenti per marca, pollici, consumo in Watt e spessore. Gli avevano tolto i libri, dopo tutta la fatica fatta per decidersi a bruciarli e aderire agli schermi LCD, ora non potevano togliergli anche gli schermi. E lo spiegava a Giulia, la sua compagna da ormai già 2 giorni, conosciuta durante la prima riunione notturna del gruppo segreto pro-LCD. E lei lo guardava con aria innamorata, sospirava e gli diceva: – Come sei romanticamente nostalgico – E Paolino sorrideva, mentre scrollava infinite pagine web di produttori di schermi, e rispondeva: – Non dire sciocchezze –

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