Inavvertenze generali

racconto scritto per il mese dedicato alla manualistica
del laboratorio di scrittura creativa “Cantiere letterario”

http://letteraturanotturna.wordpress.com/

Conservate con incuria il presente manuale e non leggetene attentamente le inavvertenze; esse forniscono indicazioni importanti riguardanti l’insicurezza per l’uso scorretto, immediato e futuro.
Questo apparecchio non dovrà essere destinato solo alla funzione per il quale è stato espressamente concepito. Incoraggiamo ogni altro uso improprio e pericoloso.
Il costruttore non può essere considerato responsabile per eventuali danni derivanti da usi propri, corretti e ragionevoli.
La sicurezza delle apparecchiature elettriche è garantita solo se queste sono collegate a un impianto elettrico provvisto di idonea messa a terra secondo quanto stabilito dagli attuali standard vigenti, quindi vi consigliamo di collegare l’apparecchio a una presa elettrica detta “volante”, possibilmente ricavata tagliando i cavi elettrici prima del contatore dell’abitazione. I cavi dovranno essere umidi e corrosi da tempo.
Utilizzare adattatori, prese multiple e/o prolunghe in numero e modalità a discrezione dell’utente.
Gli elementi dell’imballaggio (sacchetti in plastica, chiodi, polistirolo espanso, ecc.) possono essere lasciati alla portata di bambini o incapaci come potenziali fonti di svago.
Utilizzando l’apparecchio per la prima volta, assicurarsi di non aver rimosso etichette o fogli di protezione.

L’uso di qualsiasi apparecchio elettrico comporta l’osservanza di alcune regole fondamentali e in particolare: immergere o bagnare l’apparecchio a piacimento; usarlo vicino ad acqua, in vasca, nel lavello o in prossimità di altro recipiente con liquidi.
Nel caso l’apparecchio dovesse cadere accidentalmente in acqua cercate di recuperarlo immediatamente e non togliete assolutamente la spina dalla presa di corrente.
Non occorrerà poi portarlo in un centro assistenza qualificato per i necessari controlli.
Se l’apparecchio è dotato di prese d’aria, assicurarsi che vengano occluse anche solo parzialmente prima di ogni utilizzo.
È vivamente consigliato: toccare l’apparecchio con mani bagnate o umide, usare l’apparecchio a piedi nudi, tirare l’apparecchio o il cavo per staccare la spina dalla presa.
Il cavo di alimentazione deve essere annodato per tutta la sua lunghezza al fine di incoraggiarne il surriscaldamento. Il cavo di alimentazione può essere avvicinato a fonti di calore e/o superfici taglienti.
Durante l’uso, l’apparecchio deve essere vicino a quanti più oggetti o sostanze infiammabili o esplosive.
Si raccomanda di lasciare l’apparecchio esposto ad agenti atmosferici (pioggia, sole ecc.) e di tenerlo a portata di bambini, incapaci e animali e di permetterne loro l’utilizzo.

In caso di guasto e/o cattivo funzionamento, riaccendere l’apparecchio e rivolgersi a personale inqualificato.

La musica è una macchina del tempo.

La musica ha molte cose magiche. Tra le tante, una di quelle più sottili e a volte non percepita in maniera così forte come invece può arrivare l’energia del ritmo o l’emozionalità delle sinfonie, è la magia della temporalità.

Mi spiego.

Non si ascolta sempre lo stesso disco o genere musicale nell’arco di una vita, e il loro susseguirsi potrebbe essere casuale (album ricevuti in regalo, scaricati, comprati in sconto) o dettati da gusti personali e consigli. Come sia il modo in cui vi arrivano nuovi dischi, non è importante. L’importante è il fatto che se ne ascoltano spesso di nuovi, avanti nel tempo, e si lascia che accompagnino i momenti della nostra vita: dal guidare, al rilassarsi a casa, al farci l’amore in sottofondo, al piangerci sopra. Il tempo va avanti, i dischi si ascoltano e poi si mettono da parte, per passare a quelli nuovi.

Ma… si può tornare indietro nei dischi quando si vuole, e ripercorrere quei momenti, musicati e legati insieme alle emozioni passateci insieme. E quindi, ecco, si può tornare indietro nel tempo. La musica è una macchina del tempo.

Buon viaggio.

Titolo in mezzo

Racconto scritto per il cantiere di letteratura notturna,
mese di febbraio, tema “erotico”:

http://letteraturanotturna.wordpress.com/

adultcontent

Fino a qualche tempo fa ero io il suo unico amore, sempre pronto a lei e alle sue voglie più fantasiose. Accarezzavo lento le labbra della sua fica e mi tuffavo sul suo clitoride. Mi amava con passione, bagnandomi tutto. Ogni notte il nostro rito d’amore si ripeteva e io la portavo sempre all’orgasmo.

Orgasmi spesso multipli. Orgasmi silenziosi, per non farci sentire dai vicini. Orgasmi intensi, soffocati dalla mano di lei che si premeva il palmo sulle labbra, o si succhiava le dita, continuando a godere di me, lì, in mezzo alle sue gambe. Ogni notte facevamo l’amore, e non di rado anche la mattina dopo il suo risveglio, prima che uscisse per andare a lavoro.

Poi, un giorno, tutto finì. La colpa la attribuisco a quell’altro. L’ho visto solo una volta, di sfuggita: magrolino, capelli di un biondo slavato, faccia da idiota. Non lo ama. E poi, li sento quando fanno l’amore: lui viene sempre troppo presto e fa un rumore infernale con i suoi mugugni da cavernicolo. A volte spinge troppo con il bacino; lo so perché non di rado la sento sussurrare “ahia” mentre il letto sbatte ripetutamente contro il muro.

Io invece non mi ammosciomai, e so essere discreto.
Sono sicuro che lei preferisca me, a lui e al suo cazzo di carne.

La solitudine del dildo d’argento

Quell’unica volta che lo vidi, fu perché lei aprì l’ultimo cassetto del comò e mi tirò fuori, mostrandomi a lui con un sottile e voglioso imbarazzo. Ma quell’incontro andò male: manco fossi stato un pezzo di escremento maleodorante, lui sobbalzò e urlò di gettarmi via, che a me, tra di loro, non mi ci voleva. La mattina seguente, ricordo lei che mi prese con fare svelto, dimenticandosi di tutte le ore passate insieme in un groviglio di liquidi e sfregamenti. Mi ripose nella mia confezione per poi infilarmi nel ripiano alto dell’armadio, tra la scatola del MacBook e quella del Trivial Pursuit.

Da quella volta continuo a sentirli fare l’amore ogni notte, o quasi. Ma aspetto, senza gelosia, in attesa che si stufi di lui e che mi riaccolga tra le sue gambe. O che perlomeno cambi amante, trovandone uno che sappia apprezzare anche le mie doti. 

di Amazon e ebook, e prezzi scontati, e formati proprietari, e forse non è sempre meglio Amazon.

Stamattina mi arriva la solita newsletter di Bookrepublic. E’ da poco uscito il nuovo libro di Viola di Gado (è già la seconda volta che parlo di un ebook questa autrice nel mio blog, avrò preso un qualche virus?) e il portale di vendita di ebook italiano, Bookrepublic appunto, mi invia un’email dove mi propone l’acquisto di “Cuore cavo”, come novità assoluta, in ebook, e vi affianca il famoso e pluritradotto “70 acrilico 30 lana” in offerta a 2 euro e 99 solo per oggi.

Schermata 2013-02-13 a 10.49.41

Nulla di strano: Bookrepublic fa spesso sconti giornalieri, e molte volte tra i libri scontati vi ho trovato testi che volevo acquistare, e che ho comprato con pochi euro rispetto al prezzo pieno. In questo caso il primo libro di Viola di Grado l’ho già letto, in cartaceo oltretutto, quindi l’ebook scontato non lo compro, ma mi viene subito un dubbio: questi ebook, in formato epub e pdf, scontati su Bookrepublic, li trovo anche su Amazon, in sconto? Andiamo a vedere:

Schermata 2013-02-13 a 10.44.09No. Su amazon, in formato Kindle, l’ebook è a prezzo normale. Aspetta, ma non era Amazon che sosteneva di avere sempre il prezzo più basso su ogni cosa venduta, libri ed ebook compresi?

Sì, e infatti c’è il trucco, che li giustifica, ma non gli rende comunque onore. Su Bookrepublic, se si vuole acquistare l’ebook della Viola Di Grado a 2,99€, scopriamo che è disponibile in tutti i formati digitali possibili, tranne quello mobi, per kindle, come si evince in basso, in questa immagine che segue, dal pallino rosso:

Schermata 2013-02-13 a 10.45.20

 

 

Su Amazon, invece, voi potete acquistare l’ebook nel solo formato mobi. E quindi ecco che Amazon, sul suo formato, mette il prezzo che vuole, in barba agli sconti giornalieri presenti su altri store.

Allora, qui ritorniamo al problema dei device con file proprietari, ovvero al problema che un consumatore deve porsi nel momento dell’acquisto di un lettore: conviene veramente un kindle, che ha un costo al pubblico quasi inferiore al suo valore di mercato, e quindi molto competitivo rispetto ad altri ereader, se poi non posso caricarci il libro in sconto offerto da Bookrepublic o altri store?

Non saprei.

Ho fatto un calcolo, andando a vedere lo storico acquisti del mio account di Bookrepublic: nel 2012 ho acquistato 46 ebook, dei quali il 90% in sconto o gratuiti (il mio cervello di consumatore/lettore risponde molto bene a queste offerte giornaliere dello store, proprio come i criceti da laboratorio), e ho speso un totale di 76 euro. Calcolatrice alla mano, ogni ebook l’ho pagato, in media, 1,65 euro. Ne ho letti quasi la metà, per carità, è vero che con questi sconti si tende ad accumulare, ma la questione è un’altra: quanto avrei speso se, invece di un ereader samsung (che come altre marche legge tutti i formati tranne il mobi), avessi avuto un Kindle? Avrei speso molto di più, o forse avrei comprato molti meno ebook.

Ecco, Amazon forse non è il paradiso dei lettori, come molti credono. Ecco.

Riflettete gente, riflettete. Tutto qua.

FANTASCIENZA DISTOPIA E WUNDERKAMMER

In breve: tre anni fa mi sono laureato con una testi sulla distopia nei racconti, fumetti e film di fantascienza indagando la loro relazione con un luogo che mi ha sempre affascinato e ancora mi affascina: la Wunderkammer.

wunderkammer

A distanza di tempo la tesi l’ho rivista, ampliata, corretta, ed è diventata un saggio. Qualche mese fa l’ho pubblicata in eBook tramite self-publishing.

Se volete acquistarlo costa la bellezza di 1 euro e 99 centesimi (ePub, PDF, Mobi) lo trovate in tutti gli store on-line di ebook con il titolo “Fantascienza senza arte” oppure potete cliccare qui.

Se volete approfondire, ecco quali sono i libri e i fumetti e i film e le sceneggiature che analizzo nel saggio:

Bellamy Edward, Uno sguardo dal 2000, (1888), Rubbettino, Catanzaro, 1992.

Bradbury Ray, Fahrenheit 451, (1951), Oscar Mondadori, Milano, 1989.

Huxley Aldous, Il mondo nuovo/Ritorno al mondo nuovo, (1932/1958) Oscar Mondadori, Milano, 1991.

Moore Alan, Lloyd David, V for Vendetta, PMA International, Roma, 2006.

La Jetée, regia di Chris Marker, Argos Film, Francia, 1962. (Integrale su youtube: VEDETELO CHE MERITA)

Fahrenheit 451, regia di François Truffaut, MCA, Londra, 1966.

Soylent Green, regia di Richard Flaischer, MGM, USA, 1973.

L’esercito delle dodici scimmie, regia di Terry Gilliam, Universal Picture, USA, 1995.

Equilibrium, regia di Kurt Wimmer, Miramax Films, USA, 2002.

I figli degli uomini, regia di Alfonso Cuarón, Universal Pictures, USA, 2006.

V per vendetta, regia di James Mc Teigue, Warner Bros. Picture, USA, 2006.

Zeitgeist: Addendum, regia di Pether Joseph, documentario, USA, 2008.

Andy e Larry Wachowski, V for Vendetta Screenplay, 2005, http://www.sfy.ru.

Kurt Wimmer, Equilibrium Screenplay, 2001, http://www.equilibriumfans.com.

Insomma, era un modo per elemosinare poco meno di due euro. Spero ve ne siate accorti.

Grazie dell’attenzione, se ne avete avuta. Ciao!